La parola "Radiestesia" (coniata dall'abate Alex Bouly nel 1929) deriva da due radici, una greca radius, raggio e l'altra latina aistetis, sensibilità.

La Radiestesia è una forma di percezione extrasensoriale che permette di mettersi in contatto con
il mondo che ci circonda in un modo tutto particolare, assai più preciso e profondo di quanto non riuscirebbe a fare con i cinque sensi. Tuttavia per poter praticare con successo la Radiestesia è necessario esercitarsi con costanza e pazienza, e questo non solo per affinare la propria sensibilità, ma soprattutto per impadronirsi con sicurezza delle tecniche e dei metodi di questo tipo di ricerca.




Cinesi usavano già l'arte della rabdomanzia circa duemila anni prima della nostra Era, ed erano divenuti cercatori molto esperti di nella ricerca di acqua, minerali, ecc. Per effettuare le ricerche utilizzavano una bacchetta che differiva da quella classica perché era biforcuta ed ogni estremità veniva sostenuta da un diverso operatore.

Si dice che l'Imperatore cinese Yú, appartenente alla dinastia Hia, sia stato uno dei più grandi cercatori di acqua dell'antichità. Un'incisione su legno, datata 147 b.C., lo rappresenta con in mano un oggetto la cui forma richiama quella di un diapason.